terzo appuntamento della rassegna “Pensiero e azione politica tra attualità e storia” – Dialogo con Andrea Pubusa

Mercoledì 18 novembre, alle ore 18.30

Giovanni Maria Angioy e la nazione mancata. I cento giorni che sconvolsero la Sardegna

guarda sul canale Youtube della Scuola di cultura politica

Mercoledì 18 novembre, alle ore 18.30, è stato trasmesso in diretta sulla pagina Facebook di Matex (https://m.facebook.com/Matextv/) e in live streaming sul sito matex.tv, il terzo appuntamento della rassegna “Pensiero e azione politica tra attualità e storia” a cura della Scuola di Cultura Politica Francesco Cocco.

Giovanni Maria Angioy e la nazione mancata. I cento giorni che sconvolsero la Sardegna” – Dialogo con Andrea Pubusa” è il titolo del webinar moderato dal giornalista Anthony Muroni.

Intervengono Fernando Codonesu e Luciano Carta. Un evento che potrete vedere prossimamente anche sul canale 272 del Digitale Terrestre.

 

Fernando Codonesu presenta il libro

Giovanni Maria Angioy e la nazione mancata. I cento giorni che sconvolsero la Sardegna – Andrea Pubusa, 2020, Arkadia Editore

Con questo secondo libro dedicato a quel periodo della storia della Sardegna visto dai più come i due decenni rivoluzionari tra l’ultima decade del ‘700 e la prima dell’800, in parte già oggetto di indagine con  “Palabanda. La rivolta del 1812”, dove venivano descritti e analizzati i fatti e i protagonisti di quel movimento che scosse la Sardegna, Andrea Pubusa costruisce un quadro preciso e puntuale della vicenda di Giovanni Maria Angioy, che sicuramente è il riferimento più illustre di quella pagina di storia.

Rivoluzionario a cui guardano  come antesignano delle idee e delle aspirazioni indipendentiste alcuni movimenti di quell’area presenti nel dibattito politico sardo dei nostri giorni, ancorché pesantemente fuori dai radar a partire dalle elezioni regionali del 2019. Niente altro che un servitore della Corona per altri, facente parte del sistema che i Savoia costruirono e gestirono in quel tempo con ferocia e applicazione di una politica di terrore nei confronti degli oppositori.  Un liberale democratico rispettoso delle prerogative dell’ordine costituito a cui si può ascrivere un tentativo di costruzione di una “classe dirigente”.

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