No alla violazione della Costituzione nel Giorno della Memoria. Le manifestazioni pro palestinesi non possono essere vietate (di Andrea Pubusa)

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La Giornata della Memoria è sacra per tutti i democratici e le persone per bene. Dobbiamo unirci, ricordare, affinchè un crimine così efferato e ingiustificato come la Shoah non abbia mai più a verificarsi. Occorre mobilitarsi ed essere vigili perchè non si diffonda un odio antisemita e antirazziale in genere. Del resto, la nostra Costituzione pone al centro la persona, senza distinzioni, per il solo fatto di esistere. Chi si colloca nell’ambito della Costituzione non può essere razzista. Non solo, ma chi chiede che si smetta la macelleria sui palestinesi non fa altro che dare applicazione ai principi costituzionali ad inverarli qui ed oggi. Siamo contro la macelleria e la devastanzione in ogni luogo e per la pace sempre.
Lo siamo anche per i palestinesi. Come fa dunque la Comunità ebraica italiana a chiedere il divieto delle manifestazioni pro-palestinesi nel Giorno della Memoria? E come fa il Ministro degli interni a diramare una circolare in cui invita i Questori a valutare la possibilità del divieto, senza leggere l’art. 17 Cost.? Il Ministro evoca una possibile svalutazione della Giornata, istituita con legge. Richiama le delibere dell’ONU. Sennonchè la Carta ammette il divieto della manifestazione solo nel caso sussistano “comprovati motivi di incolumità e sicurezza pubblica“, “comprovati“, cioè ragioni basate su accadimenti acclarati e indiscutibili. Neppure la Comunità ebraica invoca questi fatti per chiedere il divieto, richiama un preteso e tutto soggettivo antisemitismo. Siamo in piena, flagrante violazione dell’art. 17 Cost. E se cade o si allenta il rigoroso rispetto della Legge fondamentale, nessuno può sentirsi tranquillo, neanche e tantomeno gli ebrei.

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