La grande passione civile che ha animato il suo impegno professionale e di studioso è uno degli aspetti che hanno caratterizzato la figura di Gianfranco Sabattini .

I suoi scritti hanno affrontato tematiche legate ai bisogni profondi delle persone e della società nella sua interezza. Divulgatore nel senso migliore del termine, ha saputo portare all’esterno e spiegare le radici culturali profonde che stanno alla base del difficile percorso del  reddito di cittadinanza e dell’ arretratezza culturale di tanta parte della società e della politica nazionale e regionale.

È stato un intellettuale che ha saputo portare i risultati dei suoi studi e delle sue riflessioni nel dibattito pubblico e approfondire importanti temi istituzionali. Ricordiamo il suo impegno nella campagna contro lo stravolgimento renziano della Costituzione nel 2016, di cui ha smascherato e ha messo in evidenza mancanze e contraddizioni .

Ne ricordiamo l’attenzione alla Questione Sarda, che analizza mettendo in evidenza l’importanza e il valore della partecipazione delle comunità locali al governo e alla programmazione del territorio; l’attenzione all’Europa, di cui ripercorre la storia e il valore come progetto comunitario.

Sabattini ci ha saputo parlare del crescente e continuo affievolimento dell’etica del lavoro, della necessità di creare nuove condizioni all’interno dei sistemi sociali, oltre che di una riforma radicale del welfare. Questi ultimi aspetti sono trattati in maniera approfondita nella relazione, di cui allego il testo, che ha tenuto al convegno “Lavorare meno, lavorare meglio, lavorare tutti” che si è svolto nell’ottobre del 2017 e di cui sono stati pubblicati gli atti in un volume edito da Aracne, luglio 2018, a cura di Fernando Codonesu. 

nel seguente link il file pdf del suo intervento

Il “Reddito di Cittadinanza” è strumento di crescita, di equità distributiva e di contrasto al “non-Lavoro”

nel seguente link la registrazione audio dell’evento del 5 febbraio 2019

“Dialogo con Gianfranco Sabattini”