Il tema della transizione a una nuova fase della contemporaneità da tempo è al centro delle nostra riflessione, attenta a un processo di cambiamento che si riflette nello scenario socio-economico e politico italiano, europeo, globale.
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Elenco dei seminari

venerdì 13 maggio 2022
“Il mercato dell’energia elettrica e del gas”

venerdì 20 maggio 2022
“L’economia globale durante e dopo il conflitto Russia – Ucraina”

venerdì 27 maggio 2022
“L’Italia e la guerra: la Costituzione compressa”

venerdì 10 giugno 2022
“Le infrastrutture per la produzione, trasporto e distribuzione dell’energia”

venerdì 13 maggio 2022   ore 18.00

Il seminario, dedicato alla transizione energetica ed ecologica, affronta il tema del mercato dell’energia elettrica e del gas.
Da cosa dipende l’aumento vertiginoso della bolletta elettrica e del gas?
E’ dovuto alla guerra in Ucraina o ci sono altre dinamiche internazionali e nazionali proprie del mercato dell’energia?
E’ possibile intervenire per calmierare i prezzi e come?
Il costo dell’energia per le imprese e le famiglie: aziende energivore, piccole-medie aziende e famiglie. Chi paga di più, chi meno.
Caratteristiche del mercato elettrico vincolato e del mercato libero
Per una Sardegna totalmente rinnovabile: è possibile? Come e quando?
Sono alcune delle domande di pressante interesse delle famiglie e delle imprese sarde e nazionali alle quali gli esperti relatori del seminario cercheranno di dare risposta, sviluppando le questioni poste nel dibattito del Caffè politico “Energia e sostenibilità” e la proposta presentata nei Seminari sulle Servitù militari.

Si può partecipare in presenza oppure 𝐨𝐧𝐥𝐢𝐧𝐞 sulla 𝐩𝐢𝐚𝐭𝐭𝐚𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚 𝐳𝐨𝐨𝐦
L’evento sarà trasmesso in diretta e in differita sul canale Youtube della Scuola.
Per partecipare occorre inviare una mail a: scuolaculturafrancescococco@gmail.com

nella pagina dedicata è possibile lasciare commenti

Caffè politico

La Segreteria nazionale ANPI

“Esprimiamo preoccupazione per le parole del Ministro Guerini”

7 Maggio 2022 – Nota della Segreteria nazionale ANPI a seguito dell’audizione del Ministro della Difesa nelle commissioni riunite di Camera e Senato

Invito al dibattito

di Roberto Mirasola

presidente della Scuola di cultura politica Francesco Cocco

L’invasione russa in Ucraina ha da subito creato sconcerto in un’opinione pubblica europea non più abituata a vedere una guerra nel suo territorio. I primi giorni in particolare sono stati drammatici, l’entità delle operazioni militari su vasta scala ha sorpreso tutti. In quei giorni sono emerse diverse visioni. Vi era chi vedeva nell’avanzamento a est della Nato una causa dell’offensiva russa e chi condannava l’invasione come qualcosa di inaccettabile nel XXI secolo. Piano piano si è arrivati ad una unanime condanna della condotta russa, ma le divisioni sono rimaste, anzi si sono accentuate sull’opportunità o meno di fornire armi agli ucraini.
Viste le polemiche e il ruolo svolto dalla stampa nazionale, più impegnata a spaventare gli utenti o a schierarsi, piuttosto che a fare analisi capaci di spiegare le motivazioni del conflitto e le possibilità di negoziare la pace, ci siamo interrogati, come Scuola, e abbiamo scelto la via per noi più congeniale, quella di ospitare nel nostro sito web punti di vista anche tra loro differenti ma caratterizzati da autorevolezza e capacità di analisi. Insomma, abbiamo provato a favorire il dibattito. Siamo convinti che solo il dibattito franco, caratterizzato da rigore e onestà intellettuale, possa contribuire a migliorare la comprensione di fatti e circostanze. Opinioni, che riteniamo possano essere un arricchimento della cultura pacifista e di sinistra alla quale fortemente e convintamente apparteniamo. Il confronto è per noi linfa vitale, non ci spaventa, anzi proviamo ad alimentarlo. Purtroppo, ci si sta abituando a confronti che danno vita a tifoserie, con offese, battute di cattivo gusto e via dicendo, ma vogliamo che questo modo di operare resti per noi estraneo.
Veniamo tutti dalla difesa della Costituzione e nella Costituzione ci siamo sempre riconosciuti. Questo è orgogliosamente il nostro campo di appartenenza.

Invitiamo tutti al dibattito nello spirito costruttivo della pace e della democrazia.

Cessate il fuoco immediato, composizione pacifica della controversia tra Russia e Ucraina

petizione su Change.org

 

La Scuola di cultura politica “Francesco Cocco” di Cagliari invita quanti hanno a cuore la pace a sottoscrivere un appellorivolto a Putin, a Zelensky e a quanti altri Capi di Stato e autorità convolte e interessate, per il cessate il fuoco immediato,per la composizione pacifica della controversia internazionale e per la costruzione di un sistema di accordi e garanzie internazionali per la pace e la sicurezza

Cessate il fuoco immediato, composizione pacifica della controversia tra Russia e Ucraina

da Andrea Pubusa (Democraziaoggi)

Decimomannu, migliaia in marcia per la pace in Ucraina

Manifestanti decisamente fuori dal coro: “Di fronte al perdurare della guerra e all’attuale clima di grave tensione internazionale esprimiamo la nostra contrarietà assoluta alle operazioni belliche e all’uso delle armi fra i popoli e chiediamo l’immediata cessazione dei bombardamenti”.
Corteo pacifista e pacifico, con tanto cartelli, striscioni, slogans e cori; infondati i timori, inutile e ingiustificato l’imponente schieramento di forze dell’ordine.  Non poteva mancare la richiesta di riconversione della RWM di Domusnovas, oggetto permanente della lotta dei pacifisti sardi. “Non vogliamo che sul suolo sardo vengano prodotti micidiali ordigni che vengono poi usati per massacrare le popolazioni civili qua e là nel mondo. Accogliamo i profughi e le profughe che vengono dall’Ucraina come fratelli e sorelle e allo stesso modo accogliamo chi fugge da ogni guerra, senza distinzioni. Esprimiamo solidarietà e aiuto a chi in Russia e in Ucraina lotta per la pace e si rifiuta di partecipare a questo massacro e per questo subisce la repressione dei rispettivi regimi. Come loro anche noi rifiutiamo qualunque arruolamento e partecipazione alla guerra”.
“La guerra parte da qui”, gridano i manifestanti di fronte all’aeroporto militare di Decimomannu, ex base Nato, che il coordinamento provinciale di Cagliari Prepariamo la Pace A Foras-Contra a s’ocupatzione militare de sa Sardigna ha scelto come destinazione finale di una marcia partita dalla stazione ferroviaria, con gente arrivata da diversi paesi e molti giovani. Nessuno meglio dei sardi capisce gli orrori delle guerre, sempre subite e mai promosse dagli abitanti dell’isola.ibus leo.

da Filippo Lunesu
(Movimento Nonviolento Sardegna)

Marcia Popolare contro la Guerra

Di fronte all’orrore della guerra in Ucraina, sanguinosa e spietata come tutte le guerre, siamo chiamati a mobilitarci per il raggiungimento della pace tra i popoli. Sappiamo che questa guerra, scatenata materialmente da Putin, è il risultato di decenni di riarmo e di tensioni tra NATO E Russia e delle mire economiche e di predominio politico degli Stati Uniti e della Russia.
Come nonviolenti ribadiamo la nostra neutralità attiva e il nostro rifiuto di ogni guerra.
Chiediamo solidarietà e aiuto per le vittime civili dei bombardamenti, ma anche per i pacifisti russi ingiustamente arrestati e per gli obiettori di coscienza ucraini perseguiti dal potere militare.
Diciamo No all’invio di armamenti all’Ucraina, perché aggravano la situazione sul campo e rendono più sanguinoso lo scontro, in una escalation sempre più pericolosa.
Diciamo No a sanzioni indiscriminate alla Russia, perché ricadendo sull’intera popolazione colpiscono le fasce più deboli e fragili, senza però disturbare i ricchi oligarchi.
Partendo dal nostro disarmo interiore, ci poniamo l’obiettivo di un reale disarmo mondiale, cominciando dalla distruzione dei missili a testata atomica (con l’adesione al Trattato ONU per la proibizione delle armi nucleari), per destinare le risorse sperperate in armamenti alla cura delle persone e dell’ambiente, all’educazione e alla cultura, alla creazione di relazioni di pace e di collaborazione fra i popoli. Per questo dobbiamo spezzare la catena che lega il profitto alle armi e le armi alla guerra. A cominciare dal suolo sardo, oggi palestra di preparazione delle guerre, che vogliamo libero dal terribile peso delle servitù militari e dalla fabbrica di ordigni di morte RWM.
I conflitti vanno affrontati con il confronto costruttivo, con la mediazione sincera, non certo con la falsa cultura del nemico e con l’aumento della spesa militare! Se vogliamo che ci sia ancora un futuro per le nuove generazioni e per il nostro martoriato pianeta:
BASTA GUERRE! BASTA ARMI! BASTA ALLA PREDAZIONE DELLA TERRA!

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