Due appunti per la Scuola di Cultura Politica

(di Gianna Lai)

1) Dove nascerà la nuova classe dirigente?

La cultura smuove le coscienze, la scuola un presidio culturale cittadino, una presa di posizione politica di fronte al l’intransigenza  degli amministratori di Cagliari, che garantiscono spazi solo ai gruppi a loro ‘affini’, per uscire dalla metafora, quelli direttamente impegnati a sostenerli in campagna elettorale. E’ già di per sè una sfida, dal proselitismo delle scuole tradizionali di partito alla formazione culturale, contro le tifoserie e oltre le piattaforme, la politica è fatta di relazioni dirette. Insegnare ‘l’arte del confronto’ anche con chi ha visioni diverse, perché servono  a cambiare le cose la cultura e la politica . Preparare una classe dirigente, la funzione della scuola:dice Cacciari, il fermento va trovato fuori dai partiti, per donne e uomini dai 18 anni in su.

Insegnare la democrazia, a scuola di democrazia. Regole di convivenza, deontologia professionale  del democratico, secondo Guido Calogero, in ‘ABC della democrazia’. Democrazia  è una maniera di comportarsi, è tener conto della volontà altrui tramite l’ascolto. Non è il paese oratori la democrazia, ma degli ascoltatori. Il diritto di parlare, il  dovere di lasciar parlare, ‘il temperamento tra l’intervento proprio e l’intervento altrui è la cellula  elementarissima della democrazia’. 1) parlare solo se si ha qualcosa da dire, 2) i limiti di tempo, 3) i concetti chiari e concisi.

Da qui l’esigenza di attività seminariali, gli iscritti partecipano direttamente alla individuazione di temi e allo sviluppo della ‘lezione’ stessa, presentando lavori e sviluppando argomentazioni

Formare sui grandi temi della politica, italiana e europea, per comprendere temi e modalità del processo decisionale pubblico. Non per politici di professione, ma per futuri lavoratori o professionisti con una coscienza politica approfondita, così preziosi per l’intera società. Ma politica stessa è mestiere che richiede conoscenza, capacità ed esperienze.

In questo Occidente senza valori, molti di noi si sentono rappresentati da Orso, Lorenzo Orsetti che muore combattendo contro l’Isis: contribuire a formare la persona moralmente libera,  che ha un profondo senso della propria dignità, come dice Manicardi priore di Bose ‘coltivare l’interiorità è il primo passo per la costruzione e la partecipazione feconda alla vita della polis, dove si pensa l’oggi e si immagina il futuro’. Contro il Pensiero unico che ci irreggimenta in un continuo e inespressivo presente. L’etica in cerca di certezze, dal titolo di Bauman.

Viviamo in una  democrazia apparente, il popolo consultato solo al momento del voto, secondo l’edificante concetto espresso da Mario Monti, ‘la democrazia è una forma di governo sbagliata perché è assurdo che siano le pecore a guidare il pastore’.  sembra rispondere Bauman con la sua denuncia ‘nel  mondo globalizzato le regole nazionali tolte allo Stato e cedute al mercato’. E genera corruzione lo Stato che si libera delle sue responsabilità, in Italia  coinvolto l’intero establishment, economico, finanziario, giornalistico: per un’impresa la stima è di 10 miliardi di Pil all’anno, mentre le mafie continuano a cercare agganci con la politica.

Le politiche e i rapporti Europa, USA, Cina

E’ questa un’epocale transizione. Lo smarrimento degli italiani, senza welfare l’ascensore sociale risulta bloccato da 10 anni, mentre la mancanza di fiducia nella politica provoca quella liquidità elettorale in cui l’offerta’ politica di destra assicura protezione.

E viene meno la Sinistra e la sua utopia della giustizia e dell’uguaglianza, e la coesione sociale con la fine delle politiche pubbliche. Vengono  meno i corpi intermedi, i partiti e gli stessi sindacati in grave ‘crisi di identità’, ora che, come dice Ken Loach, ‘la povertà è una vera scelta politica’ e ‘la globalizzazione finalizzata alla costruzione di un movimento di lavoratori a basso costo da delocalizzare. Una competizione al ribasso sulle condizioni dei lavoratori’.

Senza cultura politica  condivisa non c’è spazio per la democrazia. Quale politica? Un ‘idea per cui combattere, indicare traguardi: ripartire dai diritti e dalla Costituzione. Secondo Costituzione via maestra letture del nostro tempo. Partire dalla Costituzione, seguendo ‘l’Apologo sull’onestà nel Paese dei corrotti’ di Italo Calvino.

Nuova coscienza giovanile

2) Dedicata la Scuola a Francesco Cocco, si parta da Gramsci, questo il più importante insegnamento di Francesco. Dal Gramsci che insegna e divulga, la ‘scuola’ del carcere di Ustica il riferimento, se riesce a raggiungere analfabeti  e acculturati insieme. Un Festival gramsciano a Cagliari, con Scienze politiche, ecc.

Il concetto di egemonia e l’analisi delle classi sociali da Antonio Gramsci a Silos Labini.  L’analisi delle stratificazione in classi richiama al  conflitto sociale, così ben presente nella nostra Costituzione. Sull’attuale  frammentazione, gruppi di Partite Iva, gruppi variabili e trasversali, in che senso fine delle classi sociali? Semmai si sta ancora  approfondendo  il divario. Verso le corporazioni?

Fine ideologie, egemone la divisione tra  società e mercato neoliberista, qui avviene lo scontro e non viene mai messo in luce, per privilegiare, far risaltare il collante territoriale di origine leghista, frutto della globalizzazione.

Capire la Sardegna a partire da  La questione meridionale di Gramsci come questione dell’Italia unita. Fino alla Costituzione, fino agli attuali mostri della secessione e della regionalizzazione, destra e Pd d’accordo, verso la fine dello Stato.

La storia dello Stato, come nasce lo Stato moderno, strutture e legislazione, la redistribuzione e le tasse, ne sono la base portante. Fino agli attuali mostri della secessione e della regionalizzazione, Destra e Pd d’accordo, verso la fine dello Stato. Mediante intesa Stato-regioni, che scavalca il Parlamento, potestà legislativa e amministrativa in parte già attribuite su rete stradale e auto stradale, ferrovie, amministrazione del  patrimonio culturale, ecc., beni costruiti dal Paese nella sua interezza, ‘io le risorse, agli italiani il debito’.

La Storia è impegno civile: l’identità europea? E’ la democrazia

Perché si vuole cancellare memoria. Dal fascismo, Piero Gobetti ‘il fascismo resta autobiografia della nazione, agli anni della eversione, Sifar,  stragi fasciste estragismo di Stato,  gli Anni di piombo, Moro e le brigate rosse,  ‘la mafia non esiste’, Borsellino e Falcone (v. le ultime dichiarazioni del Procuratore generale Scarpinato), fino alla vergogna della Diaz, che è costata il destino stesso dell’intero movimento dei Social forum.

Senza onesto confronto con passato non si favorisce il radicamento della democrazia. E’ una questione di classi dirigenti coinvolte e direttamente responsabili? Gramsci le considerava profondamente antiunitarie. Per una ricostruzione  della storia delle nostre classi dirigenti, da dove vengono i ceti dirigenti, come si formano, come dovrebbero formarsi..

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